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  • Daniela Spano

Valutazione del Rischio Chimico, chi, come, perché


È cosa acclarata che dal DPR 547/1955 ad oggi la sicurezza sul lavoro abbia fatto degli enormi passi in avanti.

Quello chimico è uno dei settori che ha visto una continua evoluzione dei processi e allo stesso tempo delle misure di controllo del rischio, di prevenzione e protezione. Per questo motivo, sicuramente in misura maggiore rispetto agli altri settori, ha dimostrato significativamente come un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro porti con sé il miglioramento delle condizioni lavorative dei lavoratori e, quindi, della produttività aziendale.


Cos'è il rischio chimico e quali attività sono soggette alla valutazione?

Il RISCHIO CHIMICO in ambiente di lavoro è un rischio strettamente legato alla presenza, nell’ambito dello svolgimento dell'attività lavorativa, di “AGENTI CHIMICI PERICOLOSI”.

Per Agenti Chimici Pericolosi si intendono le sostanze ed i preparati che, in base alle loro caratteristiche chimiche, chimico-fisiche, e tossicologiche, sono classificati nelle categorie di pericolo di cui al Regolamento Europeo CLP 1272/2008 o che rientrano, comunque, nei criteri di classificazioni ivi previsti. Tali classificazioni sono chiaramente indicate all'interno della Scheda di Sicurezza di cui ogni prodotto deve essere corredato, anche non pericoloso.

Per avere un'idea delle caratteristiche degli agenti chimici pericolosi, basti pensare che sono classificati come:

  • infiammabili

  • tossici

  • nocivi

  • cancerogeni

  • esplosivi

  • mutageni, teratogeni (con azioni sul DNA e sul feto durante la gravidanza, pur non essendo pericolosi per la madre)

  • irritanti

  • sensibilizzanti

  • pericolosi per l'ambiente

Ovviamente, oltre che durante l'attività lavorativa, possiamo essere esposti a questi agenti chimici anche nella nostra vita domestica o privata.


Per quanto riguarda il luogo di lavoro, è necessario provvedere ad una specifica valutazione del Rischio Chimico quando si fa uso di agenti chimici, sia pericolosi che non pericolosi, in almeno uno dei processi aziendali, come:

  • la produzione,

  • la manipolazione,

  • l’immagazzinamento,

  • il trasporto

  • l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti

Ci rendiamo conto, a questo punto, di quante tipologie di imprese siano esposte a rischio chimico: agricoltura, allevamento, cave, edili, parrucchieri, pulizie, tutto il settore manifatturiero, sanità, e moltissime altre ancora.


È importante, quindi, disporre di un processo metodico di gestione del rischio per mitigare i rischi associati sostanze chimiche pericolose che si basi sui seguenti step:

Identificare - Valutare - Controllare - Mantenere (nel tempo)


La valutazione deve essere necessariamente fatta da persona esperta e qualificata, in quanto le metodologie e gli algoritmi a disposizione in letteratura sono diversi tra loro e molto specifici.


Sottolineiamo, inoltre, in questa sede il fatto che il rischio chimico è uno dei rischi che può dare origine nel corso del tempo, ad una malattia professionale che, come l'infortunio, prevede formale denuncia.


Quali sanzioni?

Di seguito ne indico un paio del Titolo IX del DL.gs. 81/08 riferito al rischio chimico:

  • Arresto da tre a sei mesi o ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro per mancata valutazione del rischio chimico

  • Arresto fino a sei mesi o ammenda da 2.457,02 a 4.914,03 euro per aver dato inizio ad una nuova attività senza aver prima proceduto alla valutazione del rischio chimico


Question Time

Se sei il datore di lavoro di un'azienda all'interno della quale è presente il rischio chimico, ci sono delle domande fondamentali che dovresti porti (e per le quali devi risposte certe):

  • nella mia valutazione sono inseriti tutti i prodotti chimici che i miei lavoratori, usano, manipolano, trasportano, ecc?

  • per la valutazione, è stato accuratamente studiato il luogo di lavoro e ogni fase e sottofase del processo lavorativo?

  • sono state prese in considerazione le osservazioni fatte dai lavoratori sui prodotti, ad. es. sono noti effetti di sensibilizzazione? i DPI che faccio usare loro sono veramente adeguati?

  • per l'utilizzo dei diversi prodotti, sono state prese in considerazione le condizioni di salute soggettive dei lavoratori e gli esiti della sorveglianza sanitaria?

  • i lavoratori sono stati adeguatamente informati sul rischio e su come devono comportarsi per non farsi male o per non favorire lo sviluppo di una malattia professionale?

  • possiedo un metodo per assicurarmi che le misure di sicurezza siano attuate?

  • curo gli stoccaggi e i depositi in base alle buone prassi che ho inserito nella valutazione

#Rischiochimico #DVR #Riskassessment #Chemicals #obblighidatoredilavoro


Per una valutazione del rischio chimico a cura di persona competente:

Ing. Daniela Spano

329 4994356

danielaspanosicurezza@gmail.com



#laSicurezzaèunaCosaSeria



La frase più pericolosa in assoluto? "Abbiamo sempre fatto così"

(G. Hopper)





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