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  • Daniela Spano

Sulla pericolosità delle lampade germicide UV contro il COVID-19

Aggiornato il: set 12


L'allerta e il timore generati dalla pandemia Covid-19 stanno favorendo la diffusione di diversi tipi di "sanificazione", nonostante non siano altrettanto diffuse tra la popolazione le conoscenze sull'efficacia dei diversi metodi utilizzati (come l'ozono) e le relative conseguenze.


Si parla spesso ultimamente anche del possibile utilizzo delle lampade germicide ai raggi UV contro il Coronavirus.

La radiazione ultravioletta, in particolare quella UV-C alla quale è riconosciuta una efficace azione germicida su virus, batteri spore e funghi è studiata sin dagli anni '30 del secolo scorso quando se ne comprese la modalità di azione.

L’utilizzazione delle lampade germicide in ambienti di lavoro e comunitari ha avuto un ruolo importante per il contenimento della diffusione di agenti infettivi che si trasmettono per via aerea comunemente presenti nelle sale operatorie e negli ospedali, come nel caso del micobatterio della tubercolosi.

Grazie allo sviluppo della tecnologia LED sono state di recente sviluppate lampade con emissione UVC tipicamente nell'intervallo 260-280 nm in sistemi portatili e per un'ampia gamma di applicazioni, anche per uso domestico e non professionale.


È importante ricordare che tutta la radiazione ultravioletta nelle sue componenti UV-A, UV-B ed UVC è classificata dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel Gruppo 1 degli agenti certamente cancerogeni per l'uomo. I danni indotti, soprattutto a livello degli occhi e della cute, possono avvenire con tempi molto brevi di esposizione (nell’ordine di pochi secondi in presenza di lampade UV-C non schermate): per questo motivo, l'utilizzazione degli UV-C con attività germicida negli ambienti di lavoro deve avvenire in assenza di personale ed effettuata da personale professionalmente formato e informato.


Nella Sezione News e Media-Notizie del Sito del Ministero della Salute, il 13 luglio 2020 è riportato quanto segue: Covid-19, allerta su vendita lampade UV non efficaci contro il virus”. Oltre a far riferimento all’azione germicida della radiazione UV-C e alla sua efficacia su superfici, ambienti interni ed abbigliamento viene riportata la segnalazione al sistema comunitario di allerta rapido RAPEX (European Rapid Alert System for non-food consumer products) relativamente ad alcune tipologie di lampade UV-C vendute on-line con finalità germicida.


Le più autorevoli organizzazioni internazionali si sono espresse con toni preoccupati riguardo la diffusione e l’utilizzazione di questa tipologia di lampade da parte della popolazione.


Per quanto sopra esposto si sconsiglia l’utilizzo di lampade UV-C per impiego non professionale. In tutti i casi l'impiego di tali sistemi deve avvenire previa attenta verifica delle caratteristiche di sicurezza, delle appropriate modalità d'uso ai fini della sterilizzazione e da parte di personale che sia stato adeguatamente formato sulle corrette modalità di utilizzo e sui rischi derivanti dall'esposizione alla radiazione UV emessa da tali apparati, come prescritto dal D.lgs. 81/08 Titolo VIII Capo V.


(fonte: Azienda USL Toscana Sud-Est, Portale agenti Fisici, Istituto Superiore di Sanità - Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale:Lampade germicide UVC: nota informativa su rischi e allerte nel contesto della pandemia Covid-19)


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