Visitor Recordings by Visitor Analytics
 
  • Daniela Spano

Il fattore psicologico nella percezione del rischio


Philippe Petit tra le torri gemelle - 1974

Sicurezza deriva dal latino SINE CURA

ossia senza preoccupazione.

In sostanza rappresenta la consapevolezza che "l'evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati".






La sicurezza trattata nei Documenti di Valutazione dei Rischi si fonda sulla matematica e riguarda le probabilità che si verifichino situazioni di rischio e prevede l'attuazione di misure tecniche di protezione.


In realtà c’è un margine sempre presente, un margine ampio determinato da un fattore che contribuisce in maniera sostanziale a far si che il rischio calcolato venga deviato dall’agire umano. Questo fattore è sempre presente e consiste nella percezione soggettiva del rischio che ognuno di noi, in maniera anche inconscia, prepone tra i suoi occhi e il rischio che ha davanti, come fosse un filtro su una fotografia.


Kevin Richardson

La personale percezione del rischio condiziona azioni, reazioni, comportamenti, atteggiamenti e scelte di fronte ad una situazione potenzialmente pericolosa e la probabilità che tale situazione si possa realmente verificare.








Secondo le euristiche cognitive, le persone:

- tendono ad adottare nell’ambito cognitivo decisionale, le informazioni e le esperienze che ricordano meglio, in quanto rimaste particolarmente vive nella memoria

- tendono ad usare le informazioni che già possiedono, senza impegnarsi eccessivamente nella ricerca di nuove soluzioni, nel classificare un evento e per reagirvi adeguatamente

- cercano il rischio in determinate situazioni e lo evitano in altre. In particolare, se si prova una sensazione di perdita di controllo si ha un’alta percezione del rischio, quando, invece, si presuppone di possedere più controllo si percepisce un senso di maggiore sicurezza.

La percezione del rischio è frutto quindi di un insieme di esperienze passate, educazione, cultura di base e schemi mentali che determinano la propensione al rischio del lavoratore.

Alcuni esempi:

Prima conseguenza fondamentale di questi meccanismi diviene quindi una sottostima del rischio che il lavoratore si trova ad affrontare e che lo espone maggiormente ad infortuni e incidenti.


L’unica soluzione che torna prepotentemente in primo piano come un refrain è la FORMAZIONE: fornire testimonianze di eventi accaduti, favorire momenti di informazione, prevedere un addestramento al corretto uso dei dispositivi di sicurezza a disposizione sul luogo di lavoro, incidere sulla mentalità di tutto il gruppo e non solo su quella del singolo, predisporre e guidare al cambiamento..


Solo attraverso la piena consapevolezza dell’individuo sulla realtà che lo circonda e sugli strumenti a disposizione per affrontarla, si può portare l’individuo stesso a sviluppare quella “sfera razionale” fatta di attitudini, comportamenti e azioni che ne determinano la propensione o meno al rischio.


Ing. Daniela Spano

329 4994356

danielaspanosicurezza@gmail.com



#laSicurezzaèunaCosaSeria



La frase più pericolosa in assoluto? "Abbiamo sempre fatto così"

(G. Hopper)






14 visualizzazioni0 commenti